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Ai piedi della montagna di Campli, a poco più di 500 metri sul livello del mare, a poca distanza dalla città farnese, circondata da suggestive colline e selvatici fossi, il terrazzamento pianeggiante di Campovalano, ha ospitato per circa mille anni, dal XII secolo a.C. al II d.C, un cimitero di italici. Le prime tracce di vita nella pianura di Campovalano di Campli, però, risalgono all’età del bronzo.

Nel corso del XIV e del XIII secolo avanti Cristo infatti nella zona di Coccioli, si insedia una comunità di allevatori e agricoltori. Le testimonianze archeologiche di questo insediamento del secondo millennio avanti Cristo scoperte nel 1971 dimostrano, oltre alla fabbricazione di strumenti di bronzo, una cospicua presenza di animali d’allevamento. Pecore e capre in particolare, ma anche buoi e maiali. La caccia doveva avere scarsa incidenza nell’economia generale dell’insediamento. La presenza di vasi particolari chiamati bollitori e colini testimoniano la lavorazione del latte per fabbricare ricotta e formaggi.