Nonostante la sua dimensione ridotta Campli abbraccia un vasto territorio in cui si incastonano diverse frazioni che la rendono preziosa ognuna con una sua peculiarità: per questo motivo abbiamo scelto lo slogan "borgo dei borghi".

Alle pendici della Montagna di Campli, sul versante che guarda a Sud, si trova il centro abitato di Battaglia, frazione di Campli a m.692 s.l.m. Il suo nome, secondo lo storico teramano Palma, sarebbe stato imposto al paese a seguito di un’importante e cruenta battaglia combattuta probabilmente nel Medioevo. In posizione privilegiata rispetto al resto del borgo sta la Chiesa di S.Giacomo, nella sua ricostruzione del 1957 a riparare i danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale. Ha copertura a capanna ed il semplice portale, cui si accede salendo una piccola scalinata, è ad arco a tutto sesto, enfatizzato da un arco decorativo molto più grande. Al lato sinistro della chiesa è affiancata una torre campanaria in laterizio che ospita due campane e termina con una guglia. Sulla parete del campanile che guarda il sagrato è posto un orologio rotondo. Tutt’intorno alla chiesa la parte più antica di Battaglia, con abitazioni divenute fatiscenti ed altre ben ristrutturate.

Campiglio è una piccola frazione rurale di Campli (Teramo) posta a 552 m. s.l.m. praticamente priva di un agglomerato urbano vero e proprio, ma costituita da più unità singole costruite quasi esclusivamente nello scorso secolo e da un piccolo agglomerato di nuova costruzione. A Campiglio l’aria è buona e la gente socievole; la vista è incantevole e spazia dai Monti Gemelli alla Fortezza di Civitella del Tronto, sovrasta il centro urbano di Campli ed arriva fino al mare. Nella parte più alta di questa collina, sulla strada che conduce al colle di Castrogno, si nasconde tra gli alberi, sobria e moderna, la Chiesa di Santa Maria. La costruzione risale alla fine degli anni settanta del secolo scorso ed è stata realizzata nel sito in cui un tempo esisteva un’antica chiesetta medievale, S. Maria ad Campillium. Quando questa andò in rovina e crollò, ne fu costruita una nuova più a valle, ma, crollata anche questa, ne fu costruita un’altra sull’antico sito. Realizzata in cemento armato, si presenta con copertura a capanna ed una piccola tettoia a riparare il portale. Nella parete retrostante si incastona un campanile a pianta quadrata che termina con una guglia. Al di sotto di questa quattro archi a tutto sesto in mattoncini rossi aprono un varco per la campana. Cinque finestroni, di cui tre sulla facciata, con arco a tutto sesto garantiscono l’illuminazione all’interno, composto da una unica aula priva di abside. Danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009, esternamente presenta profonde ferite in corrispondenza del campanile e del pavimento in prossimità del portale ma, dopo un periodo di inagibilità di circa un anno, oggi è di nuovo aperta al culto. Nei pressi il Comune ha insediato un piccolo centro ricreativo costituito da un modesto parco giochi per bambini e campi da gioco polivalenti.

La frazione o località di Villa Boceto dista 5,85 chilometri dal medesimo comune di Campli di cui essa fa parte.

Situata su un terrazzo fluviale dell'estensione di circa 50 ettari, attraversata da una via lastricata, una vera e propria "via sacra", la necropoli di Campovalano (frazione di Campli) è stata oggetto di scavo a partire dal 1967. Oggi sono state portate alla luce oltre 600 tombe ad inumazione che abbracciano un arco cronologico che va dalla fine dell'età del Bronzo alla conquista romana. Recenti ricerche inducono tuttavia a ritenere che la necropoli celi nel sottosuolo almeno 20 mila tombe. I primi rinvenimenti, dovuti essenzialmente a scoperte casuali e sporadiche sono relativi a pezzi legati a corredi funerari che consentono di individuare la presenza di una necropoli la quale riflette l'organizzazione sociale e politica delle città dei vivi, strutturata in classi a partire dal VII sec. a.C. Le classi sociali più abbienti dimostrano una vera e propria ostentazione del lusso nelle sepolture, dato che va letto come una vera e propria propaganda politica nei confronti delle classi subalterne. Un esempio straordinario è dato dalla tomba n. 100 che per dimensioni (lung. m 4,70, prof. m 1,80 e largh. m 2,8) e per corredo funerario, presenta tutti gli elementi simbolici di uno status sociale elevato. Il defunto sembra appartenere ad un alto grado militare: accanto a lui è infatti sepolto il carro da combattimento.