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Non si può parlare dello Sport a Campli senza parlare del Basket. A Campli il basket si conosce da quando questa disciplina sportiva si chiamava palla nel centro o palla lanciata nel buco. Nei primi anni venti alcuni studenti americani, figli di emigranti italiani, fanno conoscere e diffondono questo sport a Teramo tra i convittori del "Melchiorre Delfico".

Anche se la palla al cesto resta circoscritto nell'ambito ristretto dei convittori, degli studenti della scuola superiore, per opera del Prof. D'Alessandro, e dei villeggianti di Roseto, dove i fratelli italoamericani Sisto, studenti della Delfico la diffondono, la passione per questo nuovo sport attecchisce nel territorio teramano. Infatti quando nel 1935 le organizzazioni del Partito unico al Governo organizzano in provincia il 1° torneo di pallacanestro, a Campli si allestisce una squadra di untraventenni composta da una decina di giocatori tra i quali Ferdinando Bonifaci, Ulderico Scacchia, Enrico Ferri, Antonio Tempera, Fausto Conti, Nicola Arletti, Umberto Cicchetti, Antonio Di Odoardo e Mario Patriarca.Tale formazione gioca la prima partita uffciale della storia della pallacanestro camplese incontrando la compagine di Montorio al Vomano per il 1° campionato provinciale. Il rettangolo di gioco si realizza adoperando un campo boario in prossimità del torrente Fiumicino.
Negli anni 30 la maggior parte dei giovani, in modo particolare quelli residenti in piccoli centri, erano tenuti ai margini di qualsiasi pratica sportiva. Comunque, come si evince da un dattiloscrittto di Nazzareno Sorgi sulla storia della pallacanestro camplese dal 1935 al 1978, prima che avesse termine il primo anno di attività si riesce a dotare la squadra di un allenatore anche se per poco tempo.Questo è Antonio Di Berardo, uno sportivo di atletica leggera che gioca a pallacanestro a Teramo, di origine camplese (Villa Masseri) emigrato poi nell'immediato dopoguerra in America. Il una formazione del 1938 si affacciano nuovi atleti quali: Ermanno D'Angelantonio, Leonida Legnami, Luigi Giusti, Vittorio Panaioli, Italo Gentili.
Alla squadra citata si aggiungono uomini di nuova generazione: Artonio Bianchi, Pasquale e Camillo Bonasorte, Enzo Gentili, Vincenzo Genovesi, Manlio Barbalato, Felice Di Lorenzo, Francesco Farina, Pasquale Michilli e Guido Tomassini. Per una ulteriore attendibilità è da precisare che nel 1945, secondo la testimonianza diretta di Arnaldo Giunco si costituisce già l'Unione sportiva Campli associazione con attività prevalentemente di pallacanestro. Presidente ne è l'Avvocato Ottaviano Del Paggio. A Campli a partire dai primi anni '50 si organizzano importanti tornei estivi in Piazza Farnese destinati ad ospitare tra le formazioni cestistiche migliori in Italia.Intanto la FIP istituisce corsi preparatori con il nuovo commissario tecnico della nazionale Elliot Van Zandt, americano, che riesce ad elevare notevolmente la qualità della pallacanestro giocata in Italia.

Il camplese Tullio Sorgi è tra i primi a partecipare a questi corsi tramite i quali, insieme al teramano Tino Pellegrini è in grado di dare una decisa svolta alla pallacanestro teramana e in particolare a quella camplese. A Campli a cavallo degli anni 40-50 è finita la fase spartana della pallacanestro. Si curano i vivai con tecnici locali preparati. Con il preparatore tecnico-allenatore Tino Pellegrini, in particolare, si riesce a mettere insieme una dozzina di atleti che, forti delle nuove tecniche di preparazione e gioco, nel giro di qualche anno sono destinati a diventare protagonisti assoluti di momenti travolgenti e gloriosi della pallacanestro camplese. Il resto è storia attuale. Un nuovo capitolo và ad aprirsi, un capitolo che anche quest'anno saprà regalarci diverse soddisfazioni. Al di là dei clamori e al di là dei proclami, la Campli del Basket è lì, e dopo tre lustri, recita ancora il ruolo da protagonista, all'interno di quel panorama cestistico, che ha visto eclissarsi, con il passare degli anni, diverse realtà nazionali. Campli invece resta, come resta il suo magnifico pubblico e come resterà per sempre, l'amore indissolubile che lega la nostra splendida cittadina a questa altrettanto splendida disciplina sportiva.